Plusdotazione cognitiva: giftedness

Autore: Valerio Giannitelli

Plusdotazione cognitiva: giftedness Cosa si intende esattamente per "plusdotazione cognitiva"?
Questo concetto intende fare riferimento a quegli studenti che presentano un potenziale tale da superare le aspettative in varie discipline, anche di due o tre anni, rispetto ai loro coetanei (Rigon et al., 2017, 46).

Caratteristiche della giftedness:
Un bambino gifted presenta, quindi, secondo gli autori, notevoli capacità, quali:

Una spiccata capacità di esprimersi verbalmente: vocabolario più sviluppato rispetto ai coetanei, capacità di imparare facilmente nuove parole, di usare precocemente frasi più lunghe e complesse, di utilizzare un linguaggio diversificato a seconda del contesto (per esempio, nell'interazione con una persona adulta), di sviluppare un pensiero maggiormente complesso.

- Un'ottima memoria: osservabile, ad esempio, nello svolgimento dei compiti.

- Interesse nella sperimentazione: il bambino gifted tende ad annoiarsi se sottoposto ad attività, accademiche e non, ripetitive e poco stimolanti, cercando al contrario di mettersi in gioco e sperimentare cose nuove.

Intensa immaginazione e creatività;

- Spiccato senso dell'umorismo;

- Forte senso di giustizia;

- Tendenza a impegnarsi in temi politici o sociali;

- Marcata sensibilità:
un bambino plusdotato tende a vivere le proprie emozioni con forte intensità, al punto che spesso è presente uno sviluppo asincrono (asimmetrico) tra il proprio sviluppo cognitivo e quello emotivo, caratterizzato invece da atteggiamenti, a volte, "infantili" e non in linea con la propria età. A tal riguardo, nella sua teoria sullo sviluppo emotivo, Dabrowski (1964) afferma come un bambino plusdotato tenda a sentire ed esprimere le proprie emozioni in maniera amplificata.

- Energia psicomotoria e intolleranza verso gli altri: il bambino gifted può sviluppare atteggiamenti di iperattività e poco propositivi e concilianti verso i suoi coetanei (classiche le esclamazioni del tipo: "Odio il mondo intero!"), al punto che spesso e volentieri viene confuso ed etichettato come un bambino con disturbi esternalizzanti, quali ad esempio il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD).

Profili della giftedness a scuola:
Secondo Betss e Neihart (1988), esistono 6 diversi profili di giftedness:

- Studente "di successo": è un bambino adeguato al contesto scolastico, che è in grado di raggiungere buoni risultati senza lavorare intensamente e che tende ad accontentarsi; inoltre, è poco preparato alle sfide quotidiane e non è consapevole delle proprie mancanze. E' presente, in questo profilo, un perfezionismo "sano".

- Studente "creativo": è un bambino insicuro e spesso arrogante, che tende a non conformarsi al sistema scolastico (non vedendone i vantaggi personali), mostrando molta energia e manifestando disagio nel contesto scolastico attraverso l'attuazione di condotte disturbanti all'interno della classe, finalizzate ad attirare l'attenzione dei propri compagni, in quanto annoiato e non stimolato dalla lezione, vista come poco "sfidante".

- Studente "sotterraneo": è un bambino spesso insicuro e ansioso, poco tollerante alla frustrazione e vulnerabile psicologicamente; manifesta disagio a scuola.

- Studente "a rischio": questo profilo è caratterizzato dalla possibilità del bambino di sviluppare esclusivamente atteggiamenti prosociali o, al contrario, condotte tipicamente antisociali, quali bullismo, devianza, abuso di sostanze, etc.

- Studente "doppiamente eccezionale": in questo profilo, il bambino presenta contempoareamente una plusdotazione cognitiva e un disturbo in un'altra area tra i seguenti: DSA, ADHD, DOP, Disturbi dell'Umore. Si osservano bassi livelli di autostima e sentimenti di disagio nel contesto scolastico.

- Studente "autonomo": è un bambino gifted sicuro di sé, motivato, entusiasta e con la capacità di instaurare buone relazioni con i pari e con gli insegnanti.

Si deduce come necessaria, quindi, l'instaurazione di un "contratto di apprendimento" tra l'insegnante e lo studente gifted, con l'obiettivo sia di tutelare i suoi bisogni come plusdotato, sia di decrementare nel bambino l'attuazione di condotte atte a ostacolare l'andamento della lezione in classe, in quanto viste come noiose, poco stimolanti e particolarmente "semplici". Un contratto di apprendimento, infatti, presenta le seguenti caratteristiche:

- E' un accordo scritto;
- E' un patto dove vengono negoziati gli obiettivi e le regole di lavoro tra alunno e insegnante;
- Solitamente inizia dalla spiegazione di quegli argomenti dove il bambino plusdotato ha mostrato maggiore interesse e coinvolgimento, per poi giungere a spiegare le altre tematiche "di routine".
- Viene data allo studente gifted la possibilità di poter studiare alcuni contenuti autonomamente e in un lasso di tempo minore rispetto alla classe di appartenenza.

Uno studente plusdotato cognitivamente, nonostante dimostrato ottenere un Quoziente Intellettivo (QI) maggiore o uguale a 130, non equivale ad uno "studente modello"; ad esempio, uno studente gifted potrebbe eccellere nella matematica e, al tempo stesso, avere dei risultati, anche mediocri o addirittura sotto la media rispetto all'età, nella produzione di un testo scritto (Rigon et al., 2017, 48). Un bambino plusdotato, quindi, si trova inevitabilmente a vivere una situazione di differenziazione rispetto ai suoi compagni di classe coetanei e, per questo motivo, risulta importante sostenere al meglio le sue necessità e al tempo stesso non trascurare le sue abilità e le sue potenzialità.


BIBLIOGRAFIA:

Betts, G. T., & Neihart, M. (1988). Profiles of the Gifted and Talented. Gifted Child Quarterly, NAGC, 32(2).
Dabrowski, K. (1964). Positive Disintegration. London: Little Brown.
Rigon, F., Pedron, M., Faleri, E., & Lucangeli, D. (2017). L’iperdotazione cognitiva a scuola: la didattica a sostegno del talento. Psicologia e Scuola, 46 - 57.

 

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