Interventi preventivi dei problemi comportamentali del bambino

Autore: Valerio Giannitelli

Interventi preventivi dei problemi comportamentali del bambino Premessa
La qualità della genitorialità influenza significativamente lo sviluppo dei pattern comportamentali del bambino (Denham et al., 2000, 23); uno stile genitoriale scarsamente qualitativo influisce sullo sviluppo di comportamenti esternalizzanti nel bambino (Frosch, 1998), impedendo a quest’ultimo di sviluppare le adeguate competenze sociali (Henderson, 2008). E’ possibile, pertanto, osservare come il sostegno alla genitorialità coincida con una maggiore possibilità che il bambino stesso sviluppi modalità comportamentali alternative (Prinz & Neger, 2017). 

Interventi di prevenzione

Incrementare la sensibilità materna: 
Il concetto di sensibilità materna, elaborato da Mary Ainsworth (1979), implica la capacità materna di recepire i segnali del proprio bambino, di comprenderli e di rispondervi in maniera esaustiva, puntuale e adeguata (Cena & Imbasciati, 2009, 26); al contrario, l’incapacità materna di rispondere in maniera esaustiva ai bisogni del bambino, la mancanza di adeguate cure genitoriali, nonché l’assenza di vicinanza e calore della madre nei confronti di quest’ultimo può influire notevolmente sulla sua capacità di autoregolarsi, sulla sua autostima ed aumenta la possibilità che il bambino sviluppi sentimenti d’ansia e comportamenti aggressivi (Cena & Imbasciati, 2009; Santrock, 2013; Baldoni, 2016).

E’ stato, a tal proposito, osservato come un bambino che cresca all’interno di un contesto familiare a rischio, connotato da conflitti interparentali, con in aggiunta una compromessa sensibilità materna della madre, possa seriamente sviluppare pattern comportamentali di tipo esternalizzante (Zhou et al., 2017). Alcuni autori (Ispa et al., 2017) hanno mostrato, invece, come una madre sensibile ai bisogni del proprio bambino al primo anno di età risulti predire la capacità di quest’ultimo di autoregolarsi al secondo, terzo e quarto anno d’età. Sostenere una madre ad incrementare la propria sensibilità nei confronti del bambino risulta, pertanto, essere fondamentale affinché quest’ultimo sviluppi modalità comportamentali adattive per relazionarsi con l’altro, anziché esternalizzanti; in caso contrario, una madre la cui sensibilità nei confronti del proprio bambino tende a regredire durante l’età prescolare di quest’ultimo fino alla preadolescenza, esattamente fra i 3 e gli 11 anni, sembra predire lo sviluppo di comportamenti esternalizzanti fra i 4 e i 12 anni (Wang et al., 2013).  

Ricercare modalità alternative di interazione: Il tipo di interazione esistente fra i genitori ed il bambino influenza notevolmente la possibilità che quest’ultimo sviluppi pattern comportamentali esternalizzanti o meno (Denham et al., 2000); a tal proposito, i bambini che hanno genitori con uno stile genitoriale negligente, aggressivi verbalmente e fisicamente, poco coinvolti, ostili e che impongono uno stile disciplinare punitivo sviluppano con maggiore possibilità di altri loro coetanei comportamenti di tipo esternalizzante (Knutson et al., 2005; Henderson, 2008). La ricerca di Laible et al., (2004) ha reso possibile osservare come il bambino interiorizzi ciò che gli viene trasmesso da uno specifico stile genitoriale per sviluppare delle proprie rappresentazioni sociali, il quale guideranno il suo futuro comportamento; l’interiorizzazione dello stile aggressivo e punitivo del genitore induce il bambino a sviluppare gli stessi atteggiamenti (Erath et al., 2009, 588). Piché et al., (2016) hanno analizzato il rapporto esistente fra punizioni corporali dei genitori e lo sviluppo, in entrambi i sessi, di comportamenti aggressivi, riscontrando come punizioni fisiche a 41 mesi predicessero lo sviluppo di problemi comportamentali nel bambino a 5 anni.
Questi fattori di rischio inducono a prendere in considerazione l’importanza della promozione di modalità alternative di interazione fra i genitori ed il bambino; innanzitutto, promuovere atteggiamenti pro sociali nei confronti di quest’ultimo, sostenere il bambino e supportarlo nei momenti di maggiore difficoltà, manifestare apertamente affetto e vicinanza nei suoi confronti e sviluppare una disciplina caratterizzata da un atteggiamento razionalizzante, attraverso il quale il genitore spiega in maniera razionale al bambino i motivi per cui non può comportarsi in un determinato modo, anziché punitivo (Santrock, 2013). Tutto ciò è fondamentale affinché il bambino sviluppi le adeguate competenze sociali, al contrario di modalità esternalizzanti ed antisociali (Bower & Casas, 2016).
Lo sviluppo di comportamenti pro sociali nel bambino, infatti, è risultato essere correlato in maniera diretta con uno stile genitoriale positivo e, al contrario, correlato in maniera inversa con uno stile genitoriale negativo (Locke, 2003). A tal proposito, è stato mostrato come un genitore che stimoli nel bambino un atteggiamento socializzante permetta a quest’ultimo di incrementare la possibilità di sviluppare comportamenti pro sociali (Holton, 2010). 

Promozione della cogenitorialità: Con il termine co-parenting viene fatto riferimento al supporto reciproco che si forniscono i genitori nella crescita del proprio bambino, coordinando i rispettivi comportamenti per svolgere un’adeguata funzione genitoriale (Santrock, 2013, 439). Promuovere la cogenitorialità risulta particolarmente necessario per uno sviluppo ottimale del bambino, in quanto la cooperazione e la coordinazione dei genitori nell’adempiere la propria funzione genitoriale implica la conseguente capacità di adattamento socio-emotivo e di autoregolazione emotiva del bambino (Karreman et al., 2008; Schoppe – Sullivan et al., 2009, 698). Scrimgeour et al., (2013) hanno osservato come uno stile genitoriale positivo e cooperativo sia significativamente correlato alla possibilità che il bambino sviluppi comportamenti pro sociali; inoltre, è stato potuto mostrare come accrescere uno stile genitoriale collaborativo sin dalla nascita abbia un impatto positivo sul comportamento del bambino quando questi aveva raggiunto un anno di età (Feinberg et al., 2009).  In alcune ricerche (Umemura et al., 2015; Murphy et al., 2016) è stato analizzato il legame esistente fra la qualità del co-parenting ed il conseguente influsso di quest’ultimo sul comportamento del bambino, mostrando come uno stile genitoriale collaborativo e supportivo sia associato ad una minore possibilità che il bambino sviluppi futuri comportamenti di tipo esternalizzante ed, al tempo stesso, come uno stile genitoriale contraddistinto da bassa collaborazione, competitività, conflittualità, scarsa socializzazione e mediocri manifestazioni d’affetto sia associato, invece, ad una maggiore possibilità che il bambino sviluppi problematiche comportamentali esternalizzanti. Cook et al., (2009), infatti, hanno potuto constatare e mostrare come genitori aventi dei figli con problematiche comportamentali sono risultati essere incapaci di manifestare un comportamento collaborativo e supportivo con il proprio partner sulla gestione del bambino. 

BIBLIOGRAFIA:
Ainsworth, M. D. S., & Wittig, B. A. (1969). Attachment and exploratory behavior of one-yearolds in a strange situation. London: Methuen.
Baldoni, F. (2016). Aggressività , attaccamento e mentalizzazione. Università di Bologna, 51-52, 1 - 39.
Bower, A. A., & Casas, J. F. (2016). What Parents Do When Children are Good: Parent Reports of Strategies for Reinforcing Early Childhood Prosocial Behaviors. Journal of Child and Family Studies, 25(4), 1310–1324.  
Cena, L. & Imbasciati, A. (2009). Strumenti in Psicologia Clinica Perinatale: il CARE-Index per una valutazione della qualità della relazione primaria. Psychofenia, 11(20), 153 – 167.  
Cook, J. C., Schoppe-Sullivan, S. J., Buckley, C. K., & Davis, E. F. (2009). Are some children harder to coparent than others? Children’s negative emotionality and coparenting relationship quality. Journal of Family Psychology: JFP: Journal of the Division of Family Psychology of the American Psychological Association (Division 43), 23(4), 606–10.  
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Schoppe-Sullivan, S. J., Weldon, A. H., Claire Cook, J., Davis, E. F., & Buckley, C. K. (2009). Coparenting behavior moderates longitudinal relations between effortful control and preschool children’s externalizing behavior. Journal of Child Psychology and Psychiatry and Allied Disciplines, 50(6), 698–706. 
Scrimgeour, M. B., Blandon, A. Y., Stifter, C. A., & Buss, K. A. (2013). Cooperative coparenting moderates the association between parenting practices and children’s prosocial behavior. Journal of Family Psychology : JFP : Journal of the Division of Family Psychology of the American Psychological Association (Division 43), 27(3), 506 - 511. 
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Zhou, N., Cao, H., & Leerkes, E. M. (2017). Interparental Conflict and Infants’ Behavior Problems: The Mediating Role of Maternal Sensitivity. Journal of Family Psychology

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