Talento, motivazione e disciplina: tre leve di cambiamento nelle organizzazioni
Autore: Amedeo Cirelli
Oggi, nelle organizzazioni moderne, quando si cercano e si selezionano nuove figure si parla molto spesso della parola "talento".
Ma che cos'è un talento? Una persona che riesce a fare una cosa in cui gli altri non riescono? Una persona che possiede abilità rare che non possiedono altre persone? Nel mondo del lavoro ci sono tanti individui motivati ma pochi talenti, ed è qui che risiede la differenza.
Per fare chiarezza, partiamo dalle definizioni:
Talento: È un'inclinazione naturale o un'abilità innata che permette a una persona di fare qualcosa con facilità e di eccellere in un determinato campo.
Motivazione: È la spinta interiore o esteriore che spinge una persona ad agire, guidando e mantenendo i comportamenti rivolti al raggiungimento di un obiettivo. Etimologicamente, infatti, il termine "motivazione" deriva dal latino "motus" (muoversi verso, andare incontro a): la motivazione, dunque, è ciò che muove qualsiasi persona verso qualcosa.
Disciplina: È un insieme di regole di comportamento, una materia di studio o la capacità di controllare rigorosamente i propri impulsi.
Ma quindi, possedere un'abilità innata per il raggiungimento di un obiettivo all'interno di un'organizzazione è sufficiente? No. Come nelle ricette, ci sono altri ingredienti da considerare se si vuole dare il giusto equilibrio al piatto.
Questo perché il talento può presentarsi come un "high potential", un qualcosa che non si è ancora completamente manifestato e che deve emergere.
Ed è qui che entra in gioco la motivazione, creando quell'equilibrio che funge da motore di cambiamento e di propensione al risultato. Accanto ad essa, anche la disciplina gioca un ruolo fondamentale nel processo di crescita del talento.
Se vogliamo declinare questo concetto in una formula matematica, possiamo dire che per potenziare e mantenere un talento subentrano più variabili comportamentali:
Talento × Impegno = Competenza
Competenza × Impegno = Risultato (o Successo)
Nelle organizzazioni moderne non bisognerebbe valutare solamente il talento, ma anche la motivazione dell'individuo nel raggiungimento di un obiettivo e la sua disciplina. Puoi avere il talento di saper gestire i numeri o di saper capire rapidamente le dinamiche organizzative e le strategie, ma senza motivazione e disciplina il talento non basta.
Immaginiamo uno sportivo, una persona molto portata nel tennis, dotata di un talento naturale: ha la capacità di riuscire a prendere tutte le palle e rispedirle nella metà campo avversaria, schiacciandole ad una velocità fuori dal comune.
Ora immaginiamo un altro sportivo, dedito allo stesso sport ma senza quel talento innato, ma con la differenza che, rispetto al primo, possiede motivazione e disciplina. Nel lungo periodo, quest'ultimo avrà sicuramente un rendimento maggiore.
Insomma, il talento ti dà una base solida da cui partire e ti traccia il percorso; ma la motivazione e la disciplina sono la macchina che ti porta verso l'obiettivo desiderato.
(Vedi il video YouTube relativo all'intervento della Dott.ssa Angela Duckworth per approfondimenti in merito).
Nota: l'immagine è stata creata da Gemini AI (3.1 pro)
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Bibliografia:
Csikszentmihalyi M. (1990), “The domain of creativity” in Runco M., Albert R., (a cura di) Theories of creativity, Sage, Newbury Park.
Csikszentmihalyi, M., Nakamura J. (2011). Positive psychology: Where did it come from, where is it going, pp. 3–8, in Sheldon K.M., Kashdan T.B., Steger M.F., Designing positive psychology: Taking stock and moving forward, Oxford, Oxford University Press.
Angela Duckworth, "Grit: the power of passion and perseverance", 3 May 2016.
Sitografia:
https://magazine.asnor.it/motivazione/
https://www.fortuneita.com/2025/10/16/talento-secondo-la-psicologa-duckworth-non-basta-per-avere-successo/
https://menteinnovativa.com/la-struttura-della-grinta-il-percorso-per-arrivare-al-successo/#Leffetto_Flynn
