Quando la paura diventa fobia?

Autore: Team FP+

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Le emozioni fanno parte della nostra quotidianità e si distinguono in emozioni primarie (gioia, rabbia, paura, tristezza, disgusto e sorpresa) che risultano essere comuni a tutte le epoche e culture e quelle secondarie che invece sono più complesse, più proprie nell’uomo, e che, soprattutto, dipendono molto dalle specifiche caratteristiche comportamentali (senso di colpa, invidia, vergogna, orgoglio, rimpianto,…).

Ogni emozione ha il suo valore e il suo significato, così anche la paura. In una situazione di incertezza percepita come pericolosa, la paura diventa un campanello d’allarme preparando la mente e il corpo a reagire.

Generalmente, quando si innesca la paura, il nostro corpo e la nostra mente hanno varie risposte: tremori, blocco della salivazione, sudore, voglia di fuggire, sguardo evitante ed altro che possiamo considerare usuali risposte alla sollecitazione.

Ma quando l’insieme delle emozioni collegate si presentano intense, incontrollate, persistenti, irrazionali e sproporzionate rispetto al reale pericolo tanto che mette in seria discussione la gestione della vita quotidiana, allora parliamo di fobia.

Essere consapevoli, anche critici, sulle emozioni che si provano, seppure in modo disfunzionale, non aiuta il soggetto a risolvere il proprio problema: il disagio è molto più profondo e inconscio di quanto la percezione reale ci viene a dire.

Una fobia è una paura persistente, intensa e duratura e può, a volte, attivare un vero e proprio attacco di panico dove le reazioni fisiche si presentano simili a reali patologie (per es. forti dolori al petto come possibile idea di essere in una situazione infartuale).

Da questo deriva che il soggetto, spesso, sviluppa un’ansia anticipatoria per il timore che si manifesti una paura incontrollabile; questo diventerà un fattore invalidante in quanto egli avrà dei veri e proprio atteggiamenti di evitamento, limitando le normali abitudini di vita.

Le fobie possono riguardare la quasi totalità degli oggetti, situazioni, luoghi e animali con cui ci confrontiamo quotidianamente; anche stimoli comuni, parte integrante della vita di tutti noi, rappresentano, per alcuni, delle vere e proprie fonti di terrore.

Le fobie in base alle loro caratteristiche possono essere suddivise in:
a) fobie degli oggetti esteriori, p.es. la metallofobia (paura per i metalli) o la idrofobia o la meccanofobia (paura dell’acqua e paura delle macchine);
b) dei luoghi ed elementi, come p.es. l’agorafobia (paura degli spazi aperto) o di contro la claustrofobia;
c) malattie e funzioni organiche, p.es. la tanatofobia (paura della morte) e la patofobia (paura di contrarre malattie);
d) esseri viventi: la zoofobia (paura degli animali).

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SITOGRAFIA:  Guida psicologi - Corriere - Focus - Stateofmind 
 

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