Valori dei genitori o genitori con valori?

09/10/2013 dalle 19:00 alle 21:00

Valori dei genitori o genitori con valori? Eppure, come abbiamo visto, ci sono abitudini e ordini che possono essere cattivi,  ossia “immorali”, per quanto ci si presentino sotto forma di ordini o di usi accettati.  Se vogliamo approfondire seriamente queste questioni,  se veramente vogliamo imparare come usare la libertà che abbiamo   è meglio lasciar perdere ordini, abitudini e capricci. (Fernando Savater)   Il Seminario propone una riflessione circa i contenuti della comunicazione tra genitori e figli e, in particolare, vuole porre delle domande sul perché riteniamo validi alcuni valori a cui, e con cui,  educhiamo i nostri figli. Perciò, non tanto un discorso morale teso a definire quali possano essere i comportamenti giusti, ma un discorso etico che rifletta sul perché li consideriamo validi. Per altro è proprio questo uno dei problemi più grandi nella relazione con i figli, soprattutto adolescenti: dare motivazioni congrue al perché di certe richieste, divieti o proposte che i genitori presentano. Molto spesso i valori che dovrebbero suffragare le scelte educative dei genitori non reggono al confronto con altre “morali” di persone e realtà sociali diverse. Spesso, la comunicazione tra genitori e figli è solamente uno scambio di informazioni tecnico-pratiche inerente ai fatti (come è andata a scuola, dove si fa la festa, a che ora ritorni, non fumare, non bere,…), scambio superficiale ed estraneo al mondo dell’uno e dell’altro. Diversamente, quei messaggi il cui contenuto appartiene allo spazio dei valori potrà divenire occasione di un incontro profondo attraverso lo scambio di esperienze vissute. E non esiste un incontro profondo senza la condivisione di un valore. Scopo di una educazione etica è perciò rendere l’uomo libero: un uomo che non ha nulla a che vedere con la paura di punizioni o premi distribuiti dalla società, dallo stato o da Dio. Un figlio che si limita a sfuggire alla punizione e cercare la ricompensa che altri gli offrono, in base a norme stabilite da costoro diventerà un adulto triste ed umiliato costretto a vivere con una mentalità dipendente. Ma soprattutto non è e non potrà mai essere felice. Perché la felicità non può albergare negli spazi in cui non siano presenti la libertà, la condivisione, il perdono per se stessi, l’accettazione della diversità dell’altro, la capacità di ascoltare la debolezza, la paura, la propria storia, l’apertura e curiosità per il mondo e le persone, la ricerca costante della bellezza… E se questi valori non ci appartengono non potranno appartenere ai nostri figli.  

Sede di svolgimento

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