Bisogni e Desideri: diversa destinazione futura

24/01/2019 dalle 19:00 alle 21:00

Bisogni e Desideri: diversa destinazione futura Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.
Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai.
Però troppo tardi l'ho capito. 
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
È lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo.
Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.
(Alessandro Baricco)
 
- Perché ci relazioniamo in un modo piuttosto che in un altro?
- Per quale motivo ci arrabbiamo o soffriamo per determinate mancanze mentre altre, ben più gravi, non ci toccano?
- Perché, ciclicamente, ci ritroviamo intrappolati in situazioni già vissute e in eventi che, nuovamente, ci fanno ritrovare indifesi ed inadeguati, incapaci di reagire?
- Perché persone diverse si aspettano da noi le medesime cose?
 
Molte di queste risposte possono scaturire solo da una visione unitaria della nostra storia.
Ci dobbiamo rendere conto che è possibile che i nostri desideri attuali siano una ristrutturazione dei bisogni infantili; i nostri progetti adulti aspettative di ieri; i rapporti interpersonali significativi per noi possono riproporre edizioni aggiornate di relazioni antiche.
 
Inoltre esistono molteplici meccanismi di difesa inconsapevoli (ma spesso anche consapevoli), che usiamo per tenere fuori o lontano da noi alcuni fatti della nostra vita, situazioni, persone che non ci piacciono, che ripudiamo, che non vorremmo fossero nostri: buchi neri che ci causano dolore e ci risucchiano le energie.
 
Capita di proiettare realtà nostre all’esterno, attribuendole a comportamenti altrui, e questo ci autorizza a colpevolizzare modi di essere che contemporaneamente neghiamo in noi. Così lo scindere nettamente il bene dal male, il giusto dallo sbagliato ciò che è opportuno da ciò che è disdicevole ci rassicura, delineando confini precisi entro cui poter agire.
 
Così facendo crediamo di rendere inoffensivi tali buchi neri e trasciniamo la nostra esistenza di giorno in giorno. Ma queste ed altre dinamiche interne non danno senso alla vita perché negano e non riconoscono la complessità che in ognuno di noi esiste e continuamente si realizza.
 
Se per alcuni è difficile accettare che il destino passi per la loro storia è certo che per nessuno esiste un futuro che non affondi le sue radici nel proprio passato. Un passato che non è un compartimento stagno a cui non è possibile accedere, ma un’esperienza già avvenuta che si rinnova ogni giorno.
 
È un memoriale permanente che non deve rimanere relegato nel buio dell’oblio, ma che deve rendersi presente nel presente in un processo di storicizzazione permanente.
 
È un passato che va visto e conosciuto attraverso un’indagine personale profonda che smascheri gli inganni e gli autoinganni radicati nella parte più profonda del cuore.
 
Inganni che servono, inutilmente, ad allontanare il dolore di questa rivisitazione.
 
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