Odio, vendetta e perdono: una risalita dall’abisso alla luce

11/04/2019 dalle 19:00 alle 21:00

Odio, vendetta e perdono: una risalita dall’abisso alla luce L'infelicità dell'uomo deriva dal suo desiderio di vendetta. (l.r. da F. Nietzsche)
 
L'odio è amore inacidito dalla rabbia del rifiuto.  (H. Guntrip)
 
La vendetta è odio per il proprio passato.  (S. Berti Suman)
 
Nel corso della vita, seppure con modi, situazioni e tempi diversi, tutti hanno vissuto deprivazioni di qualcosa o da qualcuno.
Alcuni, in età infantile, per la perdita di figure importanti o perché ciò che hanno ricevuto non era adeguato o per altri motivi. Altri accusano perdite in età adulta: per la fine di un amore, per la perdita di una persona cara o per un torto ingiustamente subito.

Da tutto questo, spesso, si scatena rabbia e malanimo che vede, nel desiderio di vendetta, una logica conseguenza: colpire coloro che si ritengono essere gli artefici del nostro dolore e, quando questo non è possibile, colpire la Vita in senso generale assumendo atteggiamenti e modalità di relazione freddi e malevoli.

Questa posizione spesso impedisce di vedere il bene, l'amore, le cose buone che la vita, il prossimo e la nostra storia ci pongono davanti; ancora di più disconosciamo le nostre conquiste positive scaturite proprio dal buco nero di quanto non avuto in passato.

Nel seminario si parlerà della storia di Edipo nel mito di Sofocle perché, seppure con toni quasi sempre minori, almeno sul piano delle azioni reali, la nostra storia è la storia di Edipo. È la storia di chi ha difficoltà a vedere il proprio odio agito a seguito di un progetto vendicativo.

E, dato che molti dicono di perdonare, non è facile accettare di poter parlare di odio: come se fosse un sentimento che appartiene ai “cattivi”, ad altri… non a noi!
 
In una intervista Vittorino Andreoli (psichiatra) dice: L'odio è un legame tra un individuo ed un altro. È quindi simile all'amore e, in quanto tale, altrettanto intenso. Se nell'amore una persona sente di aver bisogno dell’altra fino a pensare di non esistere senza di essa, quest’ultima diventa quasi un'ombra che lo segue.
Così accade nell'odio: la persona odiata occupa lo spazio mentale, colui che odia non sa più considerare tutto ciò che rimane e si fissa sul suo oggetto di odio. Amore e odio sono quindi dei legami tra due persone che spesso risultano interscambiabili: sovente si finisce per odiare intensamente una persona che in passato abbiamo molto amato. Ma può succedere anche l'opposto: si può amare una persona che prima si odiava.
Seppure l’odio è paragonabile all'amore è chiaro che gli effetti dell'odio sono ben diversi da quelli dell'amore anche nel caso in cui l’odio può avere a che fare con la difesa dell'amore, p.es nella gelosia che è data dall’odio verso qualcuno che si pensa possa espropriarci del nostro oggetto d'amore.
L’odio ha certamente degli effetti sconvolgenti sul singolo o sulle società però mantiene un volto umano: è un qualcosa con cui tutti abbiamo a che fare e dobbiamo quindi imparare a conoscerlo bene per poterlo dominare.
Non bisogna mai operare una distinzione tra un "cattivo" – ossia chi odia - ed un "buono" - chi ama - perché la storia dell'umanità è formata da individui che prima amano e poi odiano e viceversa.
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