Le perversioni sessuali

06/02/2016 dalle 09:00 alle 18:30

Le perversioni sessuali La teoria cognitivo-evoluzionista (TCE) implica la presenza e il funzionamento di tendenze innate che garantiscono le maggiori probabilità di sopravvivenza dell’individuo, del gruppo sociale e della specie. Tali tendenze innate, chiamate Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI), regolano gli stati mentali e il comportamento in vista di obiettivi biosociali determinati.

Secondo una lettura cognitivo-evoluzionista le condotte perverse sessuali non derivano dalla persistente attivazione di un solo SMI (quello Agonistico e/o Sessuale, come suggerito con ampio consenso in letteratura), ma dalla simultanea, confusa e durevole nel tempo attivazione di differenti Sistemi Motivazionali che, in condizioni normali, dovrebbero reciprocamente escludersi.

Circa l’80% dei bambini risultati disorganizzati alla strange situation, all’età di circa 6 anni manifesta strategie controllanti (accudenti o punitive, secondo la Lyons-Ruth, 2005) per controllare le attenzioni e i comportamenti dei genitori.  Si ipotizza l’esistenza di strategie controllanti sessualizzate che servono per regolare il senso di sé e la relazione con la FDA spaventata spaventante; nel corso dello sviluppo tali strategie esitano in condotte perverse che vengono innescate da situazioni di vulnerabilità e di solitudine regolate dal sistema dell'attaccamento (Monticelli, 2005).


Lo scopo di questa giornata è di illustrare un modello interpretativo delle perversioni in un’ottica evoluzionista allo scopo di:
  • Individuare i fattori predisponenti lo sviluppo delle perversioni,
  • Comprendere il significato delle condotte perverse, da quali situazioni sono scatenate, cosa comportano sul piano relazionale e dell’adattamento dell’individuo affetto. 
  • Esaminare la natura stessa dei comportamenti perversi in terapia, con particolare riguardo alla relazione terapeutica e al particolare impatto emotivo suscitato nel terapeuta durante il trattamento di tali patologie, mettendo a fuoco le principali strategie per proteggersi e, allo stesso momento, calibrare gli interventi efficacemente
  • Illustrare le basi concettuali di un intervento cognitivo-evoluzionista con questo particolare tipologia di pazienti, attraverso l'analisi dei meccanismi di mantenimento del disturbo.
  • Descrivere, con l’ampia presentazione di casi clinici, l’ausilio di materiale didattico e di audioregistrazioni alcune principali tecniche e strategie psicoterapeutiche utili nel trattamento di tali patologie e di supporto per le numerose difficoltà che caratterizzano la psicoterapia dei pazienti perversi. Tali difficoltà sono da ricondurre alla particolare qualità delle reazioni emotive indotte nel terapeuta, all’intensità e alla particolare natura dell’erotizzazione della relazione terapeutica che si tinge frequentemente di caratteristiche di ostilità e d’intrusività controllante. Un’ulteriore difficoltà si incontra con il paziente pedofilo che può spesso indurre nel terapeuta, atteggiamenti di eccessiva indulgenza o di condanna pregiudiziale. Tali posizioni rischiano di riattualizzare le posizioni di salvatore, persecutore e vittima che rappresentano alcuni tra i più patogeni schemi interpersonali del paziente

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    Sede di svolgimento

    • Hotel Diana - Via Principe Amedeo, 4 - 00185 Roma

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