La CTU per il benessere psicologico del minore
Autore: Alessia Micoli
La tutela dello sviluppo evolutivo nei contesti di forte conflittualità familiare richiede strumenti d'indagine rigorosi e al contempo sensibili. In quest'ottica, la Consulenza Tecnica d'Ufficio emerge come un basilare presidio clinico e giuridico per la salvaguardia del minore.Nell'ambito della tutela dei minori nei contesti di separazione conflittuale o affido, la Consulenza Tecnica d'Ufficio (C. T. U.) si configura come uno strumento importantissimo non solamente dal punto di vista procedurale, ma in particolar modo per la salvaguardia del benessere psicofisico del minore coinvolto.
Lontana dall'essere una mera valutazione burocratica, la consulenza psicologica agisce come un vero e proprio dispositivo di ascolto e di decodifica dei bisogni profondi del minore, molte volte sommersi dal rumore della conflittualità genitoriale.
Tramite delle metodologie cliniche, colloqui mirati e l'osservazione delle dinamiche relazionali, il consulente tecnico, nominato dal giudice, fornisce al giudice una chiave di lettura neutrale e scientificamente fondata, capace di ridefinire degli equilibri familiari mettendo al centro l'interesse superiore del fanciullo.
Intervenendo opportunamente e velocemente per poter arginare i vissuti di triangolazione, i sensi di colpa e i traumi da lealtà divisa, una C. T. U. condotta con rigore deontologico e sensibilità clinica non si limita solamente a fotografare lo stato di fatto, ma arriva a promuovere attivamente la resilienza del minore, orientando le decisioni legali verso delle soluzioni di affidamento e di frequentazione che ne preservino il diritto alla continuità affettiva e a una crescita armonica.
