Il 21/11/2014 dalle 17:00
In presenza
Qual è il filo sottile che lega l’arte alla psicoanalisi? Come la vicenda umana è colta e accolta attraverso le parole di un testo letterario? In che modo gli avvenimenti e le storie narrate possono offrire spunti, metafore, analogie e parole utili al lavoro psicoterapeutico ed analitico?
La Dott.ssa Ginzburg, Psicoanalista della SPI, ci offre col suo libro molti spunti per riflettere intorno ai legami tra emozione e pensiero, corpo e mente, letteratura e inconscio, tessendo pagina dopo pagina lo spazio tra alcuni testi letterari e le teorie e le ipotesi di I. Matte Blanco e A. B. Ferrari, collegandone superfici e forme, avvicinandone i percorsi attraverso il movimento consentito dalle analogie.
Il disvelamento delle relazioni e delle somiglianze, le affinità che possono essere estratte dall’ombra e nominate consentono all’arte, come alla psicoanalisi ed alla psicoterapia, di avvicinare il mistero dell’umano per il tramite della parola, una parola che – come A. B. Ferrari amava ricordare – non descrive ma costruisce, ed è il luogo centrale dell’interazione comunicativa tra paziente e terapeuta. Una parola evocativa e sensibile, viva ed incarnata nell’esperienza che si tesse tra paziente e psicoterapeuta e tra il paziente e se stesso. Come sempre, nelle nostre Conversazioni, torniamo al concetto di metaxù ispirato al Convivio di Platone.
La Prof.ssa Rita Inglese, docente SSPIG, condurrà l’incontro con l’Autrice, invitando il pubblico a prendere parte e ad interloquire per tessere un fruttuoso dialogo. Parteciperà il Dott. Walter Procaccio, docente SSPIG.
La Dott.ssa Ginzburg, Psicoanalista della SPI, ci offre col suo libro molti spunti per riflettere intorno ai legami tra emozione e pensiero, corpo e mente, letteratura e inconscio, tessendo pagina dopo pagina lo spazio tra alcuni testi letterari e le teorie e le ipotesi di I. Matte Blanco e A. B. Ferrari, collegandone superfici e forme, avvicinandone i percorsi attraverso il movimento consentito dalle analogie.
Il disvelamento delle relazioni e delle somiglianze, le affinità che possono essere estratte dall’ombra e nominate consentono all’arte, come alla psicoanalisi ed alla psicoterapia, di avvicinare il mistero dell’umano per il tramite della parola, una parola che – come A. B. Ferrari amava ricordare – non descrive ma costruisce, ed è il luogo centrale dell’interazione comunicativa tra paziente e terapeuta. Una parola evocativa e sensibile, viva ed incarnata nell’esperienza che si tesse tra paziente e psicoterapeuta e tra il paziente e se stesso. Come sempre, nelle nostre Conversazioni, torniamo al concetto di metaxù ispirato al Convivio di Platone.
La Prof.ssa Rita Inglese, docente SSPIG, condurrà l’incontro con l’Autrice, invitando il pubblico a prendere parte e ad interloquire per tessere un fruttuoso dialogo. Parteciperà il Dott. Walter Procaccio, docente SSPIG.