Il 09/11/2019 dalle 10:00
In presenza
IIPG - Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (Sede di Milano)
L’irrefrenabile espansione della tecnica (Τέχνη), che connota la nostra epoca, impone una ridefinizione continua del concetto di corpo, che sta perdendo la sua completezza e integrità biologica.
Il corpo umano è in costante trasformazione ed espansione: gli organi, i tessuti, le cellule, i gameti possono essere separati dall’unità originaria e fatti circolare per essere utilizzati in altri soggetti, dilatando così la nozione di corpo e mutandone la sua natura più personale. Il vorticoso evolvere delle scienze biotecnologiche rende il corpo umano un luogo viepiù violato da oggetti sintetici e crea perturbanti ibridi corpo/macchina, transumani, che disegnano degli inediti scenari dello psicosoma individuale e gruppale.
Nel contempo, però, lo strabiliante avanzamento delle competenze biotecnologiche consente degli interventi curativi impensabili fino a pochi decenni fa, che favoriscono il progressivo spostamento dei limiti imposti dalla fragilità e dalla caducità fisica.
Il seminario si propone di abbozzare un ragionamento su questi “nuovi pazienti” – da me nominati biotech -, che accedono alla psicoterapia, che si stendono sui divani analitici come protagonisti di una contemporaneità che li vede portatori di innesti protesici e di organi trapiantati. La disamina di diversi casi clinici emblematici condurrà a illustrare alcune coordinate teoriche entro le quali provare a collocare il funzionamento di tali “nuove menti”.
Relatori: dr.ssa Ambra CUSIN e dr.ssa Rita CORSA, psichiatra e psicoanalista
Il corpo umano è in costante trasformazione ed espansione: gli organi, i tessuti, le cellule, i gameti possono essere separati dall’unità originaria e fatti circolare per essere utilizzati in altri soggetti, dilatando così la nozione di corpo e mutandone la sua natura più personale. Il vorticoso evolvere delle scienze biotecnologiche rende il corpo umano un luogo viepiù violato da oggetti sintetici e crea perturbanti ibridi corpo/macchina, transumani, che disegnano degli inediti scenari dello psicosoma individuale e gruppale.
Nel contempo, però, lo strabiliante avanzamento delle competenze biotecnologiche consente degli interventi curativi impensabili fino a pochi decenni fa, che favoriscono il progressivo spostamento dei limiti imposti dalla fragilità e dalla caducità fisica.
Il seminario si propone di abbozzare un ragionamento su questi “nuovi pazienti” – da me nominati biotech -, che accedono alla psicoterapia, che si stendono sui divani analitici come protagonisti di una contemporaneità che li vede portatori di innesti protesici e di organi trapiantati. La disamina di diversi casi clinici emblematici condurrà a illustrare alcune coordinate teoriche entro le quali provare a collocare il funzionamento di tali “nuove menti”.
Relatori: dr.ssa Ambra CUSIN e dr.ssa Rita CORSA, psichiatra e psicoanalista