La presa in carico terapeutica dei bambini e delle famiglie migranti.
I recenti eventi socio-culturali legati ai flussi migratori pongono, ad ogni nazione, una riflessione importante sulla capacità di accogliere i bisogni e le richieste di aiuto provenienti da popolazioni ospiti che si fanno portatrici di filosofie di vita, talvolta, distanti dalla propria cultura di appartenenza.
Nell’area sanitaria, come in quella sociale, il tema del rispetto dell’altro si deve confrontare con la capacità del mondo scientifico di mettere in campo modelli di intervento che siano in grado di integrare o modificare prassi consolidate all’interno dei processi di cura. Tale necessità ci impone di ampliare i nostri strumenti osservativi, accedendo a possibili contributi di discipline che molto hanno da apportare alla cornice teorica che sostiene la scelta dei possibili interventi.
Particolare attenzione deve essere riservata all’infanzia, alle famiglie ed ai cittadini migranti richiedenti e titolari di protezione internazionale, poiché, soprattutto in questo ambito, essa rappresenta un investimento preventivo alla promozione di alcuni dei fattori intervenienti nella salute, gli stessi che pongono le basi per un assetto psicosociale di maggiore equilibrio delle comunità.
Utilizzando gli strumenti dell’etnopsichiatria, dell’etnopsicologia e dell’antropologia, si cercherà di elaborare, il ruolo della narratività come filo conduttore e chiave interpretativa di un fenomeno complesso.
I recenti eventi socio-culturali legati ai flussi migratori pongono, ad ogni nazione, una riflessione importante sulla capacità di accogliere i bisogni e le richieste di aiuto provenienti da popolazioni ospiti che si fanno portatrici di filosofie di vita, talvolta, distanti dalla propria cultura di appartenenza.
Nell’area sanitaria, come in quella sociale, il tema del rispetto dell’altro si deve confrontare con la capacità del mondo scientifico di mettere in campo modelli di intervento che siano in grado di integrare o modificare prassi consolidate all’interno dei processi di cura. Tale necessità ci impone di ampliare i nostri strumenti osservativi, accedendo a possibili contributi di discipline che molto hanno da apportare alla cornice teorica che sostiene la scelta dei possibili interventi.
Particolare attenzione deve essere riservata all’infanzia, alle famiglie ed ai cittadini migranti richiedenti e titolari di protezione internazionale, poiché, soprattutto in questo ambito, essa rappresenta un investimento preventivo alla promozione di alcuni dei fattori intervenienti nella salute, gli stessi che pongono le basi per un assetto psicosociale di maggiore equilibrio delle comunità.
Utilizzando gli strumenti dell’etnopsichiatria, dell’etnopsicologia e dell’antropologia, si cercherà di elaborare, il ruolo della narratività come filo conduttore e chiave interpretativa di un fenomeno complesso.